21 mar 2011

Continua la campagna disinformatrice sul nucleare sicuro.

Il disinformatore Silvio Berlusconi il 05 marzo scorso diceva che il nucleare è sicuro e l'unica fonte alternativa a petrolio e gas era l'uranio, perché i primi tenderanno a finire: ci sarebbe da ridere, se il tizio in questione non fosse presidente del Consiglio e se non avesse marcato a peste da morire, oltre ad aver detto una balla (tra 30 anni l'uranio sarà insufficiente).

Abbiamo Forbice secondo il quale non c'era nulla di cui preoccuparsi, salvo arrampicarsi sugli specchi per giustificarsi (vi rimando sempre al gruppo su Facebook da dove ho attinto materiale: Vogliamo Zapping senza Forbice).


Tra i disinformatori sul nucleare dobbiamo annoverare anche Oscar Giannino. Nucleare sicuro, è la prova del nove è il titolo che già fa capire tutto. Una delle tre conclusioni che tira affrettatamente Giannino è particolarmente emblematica: una delle ragioni per cui le centrali costano tanto è proprio la sicurezza. E sono soldi ben spesi. Sicurezza? Soldi ben spesi? 


Ah, l'ultima frase è il top: chi sostiene la tesi che in Italia non possiamo permetterci il nucleare, da dimostrazione di crassa ignoranza. Convinto lui ... Chi glielo spiega che le centrali eoliche hanno resistito al sisma?

4 commenti:

  1. Ciao Sandro,
    siccome ho chiuso il vecchio blog per aprirne uno qui su blogspot, ti scrivo da questo nuovo.

    Per la tematica del nucleare, la verità - accertata - è stata denunciata giovedì scorso ad Annozero in un video di Beppe Grillo. Egli ha sostenuto giustamente che in realtà, il Governo vuole adottare il nucleare per il semplice fatto che così sarebbe possibile svendere il debito pubblico. Mi spiego meglio: la Francia si accolla circa 510 miliardi del nostro debito, e noi in cambio costruiamo 4-5 centrali nucleari in Italia.

    Certo, ridurre il debito è cosa importante e spinosa, ma non dimentichiamoci che l'Italia NON è un paese a basso rischio sismico: basti guardare l'Abruzzo e cosa successe nell'80 in Campania. Quindi, più che il nucleare, la domanda da porsi è: "meglio un debito più basso o la sicurezza dei cittadini?".

    Da parte mia, la risposta è ovvia, per i berlusconiani no, ma questo già si sapeva.

    Giancarlo

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  2. Anche per me la risposta è ovvia anche perché vi sono modi diversi di risparmiare 510 miliardi.

    Secondo l'Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, le province ci costano 16 miliardi di euro l'anno.

    Altri dati mi confermano che le 629.130 auto blu ci costano 21 miliardi di euro l'anno.

    Volendo ridurre della quasi totalità le auto blu e volessimo abolire le province, in circa una quindicina d'anni avremmo risparmiato i fatidici 510 miliardi. E senza scorie.

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  3. I sostenitori di "Movimento 5 stelle" stanno, da molto tempo, denunciando il fatto che l'abolizione delle province e l'accorpamento dei comuni con meno di 5000 abitanti provocherebbe un risparmio IMMEDIATO, che farebbe sì che molte risorse sarebbero fruibili per i tanti - troppi - problemi nei quali l'Italia si mostra sempre deficitaria.
    C'è stato un momento nel quale pareva che anche i parlamentari di altri partiti fossero convinti di ciò, ma poi, per dare spazio alle leggi per Silvio - che, con assoluta spudoratezza, vengono smerciate come di pubblica utilità - ci ritroviamo (ancora!) a sborsare soldi che potremmo, in un batter d'occhio, reperire così.

    Giancarlo

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  4. Conoscevo la proposta del Movimento 5 stelle e la ritengo assolutamente condivisibile.

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Pubblicherò tutti i commenti che non insultino me o altri, nemmeno se le persone che insultate mi stanno antipatiche.

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