26 apr 2011

Pontifex Roma e l'omosessualità ... nonostante provino a bloccarmi in tutti i modi.

Mi tocca ritornare a parlare della pubblicità dell'IKEA che ha fatto sobbalzare sulla sedia Giovanardi ed il solito immarcescibile Brunello Volpe. E mi tocca fare una premessa: da sabato non riuscivo ad accedere al sito apparendomi la seguente schermata:



Oggi, dopo essermi assicurato che, purtroppo, la polizia postale non c'entrava nulla, ho pensato (parafrasando una vecchia regola del poker) che il pollo ero io (se dopo tre mani non hai capito chi è il pollo da spennare ... il pollo sei tu). Mi è bastato riflettere circa dieci secondi sul da farsi, e con i miei potenti mezzi (l'intelligenza) ho trovato il modo di accedere di nuovo a Pontifex Roma ed avere la conferma che scrivono ancora.

Se Bruno Volpe e Carlo di Pietro leggessero questo blog, sarei ben felice del fatto che commentassero e anche criticassero quello che dico, non che cercassero di ostacolarmi nell'accesso al suo sito. Io non ho paura delle critiche. 


Se Bruno Volpe e Carlo di Pietro sanno scrivere senza offendere i gay nè chi la pensa diversamente da loro, allora è bene accetto su questo blog. Altrimenti saranno censurati senza pietà: loro con un motivo valido. Loro.

Fatte le debite precisazioni, occorre spiegare il perché di tutto ciò: perché la deriva antiomosessuale di Pontifex si è manifestata in due articoli: nel primo - a firma di Bruno Volpe - si parla di Giovanardi e delle sue esternazioni che sarebbero esilaranti, se non fossero un po' medievali. Brunello, in un lampo di lucidità, ammette: giuridicamente non è possibile sostenere quello che dice Giovanardi, ma eticamente sì, riproponendo di nuovo la previsione di istituire il reato di omosessualità

Il secondo articolo - a firma di Carlo di Pietro - si fa riferimento alla recente intervista di Carmen Consoli che si augurava di avere un figlio gay. Tra le varie amenità (del tipo: si rischia la discriminazione al contrario), le più grosse sono: "è la prima madre che non desidera un figlio sano" (l'OMS dice il contrario: i gay non sono malati) e, se possibile, peggio ancora: "Un sacerdote pro gay potrebbe essere un possibile omosessuale, anche molestatore di bambini. Attenzione!!!"

Mi chiedo se queste balle sesquipediali siano spontanee o pensate dopo una peperonata.

3 commenti:

  1. E dire che si dispiacciono pure del fatto che il "reato di omosessualità" non esiste. La cosa curiosa è che, qualora un cattolico (specie dei più radicali) dica una cosa in conformità del Magistero, uno non può criticare perché altrimenti è un massone, un comunista, un ateo, un indemoniato, un omosessuale, un omosessualista. Qualora però, qualcuno dovesse essere favorevole ad unioni civili, biotestamento ed altri temi eticamente "sensibili", loro debbono sempre dire la loro perché le opinioni sono sacrosante ed un'opinione non deve mai essere condannabile (eccetto quelle dei cattolici, naturalmente). Bel ragionamento, eh? ;)

    Giancarlo

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  2. Caro Giancarlo, mica fessi loro!! Quanto è lontano dalle menti dei cattolici più radicali il concetto di democrazia e di libertà!

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  3. Io sono sconvolto dalla propaganda omofoba condotta dal sito Pontifex. Provando a “sfogliare” un po’ di articoli (da loro pubblicati) a caso, si scopre che il 90% di questi contiene frasi omofobe, mentre il restante 10% è dedicato al razzismo ed al maschilismo. Ho scritto al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ho scritto all’Unar, sto commentando gli articoli direttamente su pontifex, eppure non cambia nulla! Sono molto felice di aver scoperto che esiste gente normale e moderata che la pensi come me su questo sito-miscellanea di odio e razzismo… Uniamoci e facciamo sentire anche la forza del dialogo, commentate anche voi i loro post…

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Pubblicherò tutti i commenti che non insultino me o altri, nemmeno se le persone che insultate mi stanno antipatiche.

Piuttosto se volete la mia eterna riconoscenza .... condividete, please.

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