28 giu 2010

In Islanda la premier lesbica fa una legge ad personam: consente i matrimoni gay e si sposa.

La questione è di mentalità: in Islanda vengono legalizzati i matrimoni gay e la premier, sottolineo LA premier e sottolineo ex hostess, sposa il giorno stesso la sua compagna essendo dichiaratamente lesbica. Voglio esprimere i miei sinceri auguri alla neo coppia di coniugi.

Nessuno dubiterà del valore della famiglia in Islanda, o forse ci sarà qualcuno che griderà alla legge ad personam anche lì, solo che li forse non sanno cosa accade qui da noi.

Ecco immaginate in Italia, dove già la cultura della donna in carriera e anche in politica troppo spesso va di pari passo con la subcultura della donna che arriva a compromessi per potersi far valere, peggio se bella. Bisognerebbe valutare di volta in volta e non effettuare una sorta di equazione: donna potente = l'ha data a qualcuno di importante.

Se forse riuscissimo ad avere più donne al potere ciò non accadrebbe, verrebbe visto come normale; analogamente non accadrebbe se le donne ed anche i gay fossero trattati alla pari dalla Chiesa, la quale professa da un lato che siamo tutti figli di Dio e che dobbiamo amare il prossimo; ma minaccia scomuniche per le donne che volessero ambire al sacerdozio, sostiene che i gay sono contro natura, figurarsi se consentire loro il matrimonio.

Anche la politica (laica) non aiuta nè sui matrimoni gay nè sulle donne. L'idea che debba esserci obbligatoriamente una quota rosa la trovo offensiva, equivale a dire: approfittatene, altrimenti col cavolo che qualcuno vi chiama. Anzi è la dimostrazione che è la nostra mentalità che è sbagliata, è la mentalità per cui la donna sta a casa a fare la calzetta mentre l'uomo assolutamente virile va con gli amici a parlare di cose serie.

Questa discriminazione è derivante da un retaggio culturale maschilista che non immagina che una donna possa governare bene un paese, figurarsi i gay, lesbiche e trans che sono vittima di una mentalità per lo più strisciante secondo la quale sono considerati gente di second'ordine degni dei peggiori bordelli non da chi è ignorante, ma da chi dovrebbe essere una guida. E quando questa mentalità emerge si parla di balordi.


Mi chiedo cosa succederebbe se avvenisse una cosa simile in Italia.


2 commenti:

  1. Per saperlo dovremmo fare Rosy Bindi presidentessa del consiglio.

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