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23 apr 2014

Non basta una petizione, ci vuole un cambio di mentalità...

BELEN RODRIGUEZ
Premetto che non ho mai visto la trasmissione di Belen intitolata «Come mi vorrei». Ho di meglio da fare. Ma da quello che ho capito Belen seleziona volta per volta una dalle aspiranti partecipanti, la incontra, ne ispeziona il suo armadio e decide come intervenire per migliorarne l’aspetto. Alla fine la giovinotta dovrebbe piacersi.

E capisco anche perché la trasmissione non mi dice niente. Innanzitutto perché non me ne frega niente se una che è brutta come la morte non si piace e poi si piace. E poi potrei dirvi, ad esempio, che ci sono già stati e tuttora ci sono in giro format simili. O potrei anche associarmi a chi dice che la trasmissione è piena di stereotipi maschilisti.

E invece non faccio nulla di tutto ciò. Perché scopro che Camilla De Luca (ventenne padovana alias Camilla Bliss), per chiedere la chiusura del programma, lancia una petizione su Change.org, piattaforma che anche io peraltro ho utilizzato.

Per quanto è meritorio contestare la tv becera e volgare, altrimenti chiamata trash, sottolineo che la televisione è piena, purtroppo, di programmi e film diseducativi, stereotipati, violenti anche di più di «Come mi vorrei». E allora anche se la petizione raggiungesse il suo scopo, cambierebbe poco.

Se Camilla volesse provare a sensibilizzare il pubblico a scegliere con cura cosa vedere in tv e/o, meglio, a leggere un libro in più, me lo faccia sapere. Sarò il primo a darle spazio sul blog e ad aiutarla come posso. Per provare a cambiare non solo una trasmissione, ma una mentalità, spesse volte, diseducativa. Forse le conseguenze saranno migliori

18 feb 2012

Tra le parole di Celentano e le mutande di Belen Rodriguez non ho sentito nemmeno una canzone.

Ammetto: quest'anno non seguo il festival di Sanremo. Ma dalle cronache ho appreso che Celentano ha fatto arrabbiare i cattolici con prendendosela con Avvenire e Famiglia Cristiana che parlano ormai più di politica che di religione, ma sono considerati ancora stampa cattolica. Ha dato del deficiente ad Aldo Grasso, la qual cosa poteva forse risparmiarsela, ma tant'è.

La RAI dal canto suo, ben guardandosi dal fare prodotti di qualità, ha una lunga storia di dissociazioni tardive, ma di (talvolta pochi) incassi preventivi. Già con Beppe Grillo la cosa non fu poi diversa. 

Lo schema è il solito: si invita un personaggio controverso, il quale magari avrà un bel cachet, e venderà contestualmente anche un suo prodotto. Si invita questo personaggio controverso e con molto pubblico, con lui si intavola una trattativa in cui si fa intravedere la possibilità di controllare i testi, la qual cosa al personaggio controverso non va proprio tanto giù. Ne segue una polemica a mezzo stampa, tutta pubblicità gratuita sia per la RAI che per il personaggio controverso. Il tutto in nome della vecchia regola del basta che se ne parli.

Dopodiché, allorquando s'è creata la giusta aspettativa, si concede un po' tutto quello che vuole il personaggio controverso e si passa all'incasso della pubblicità. Gli inserzionisti pagheranno oro la pubblicità nella puntata in cui il personaggio controverso è presente.

La RAI, poi, per pararsi il culo con tutti gli spettatori offesi, ce ne saranno di sicuro altrimenti il personaggio non sarebbe controverso, si dissocia, tanto che se ne fotte è già certa di incassare. Mettici un po' di gnocca, in questo caso Belen Rodriguez e il gioco è fatto.

Ah, in tutto questo mi credete che sfogliando le cronache di questi giorni non ho sentito nemmeno una canzone del Festival e men che meno ho sentito qualcuno parlarne?

Non male per un festival della canzone.

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28 lug 2010

Sesso droga & rock and roll

La questione di tutte quelle starlette e mezze tacche beccate (ed alcune anche un prostitute per intero) a sniffare coca all'Holliwood e al The club impone una serie di riflessioni.

In primo luogo sta emergendo, oltre a Belen Rodriguez e a Francesca Lodo, un sottobosco di ragazze che vivacchiano in questo mondo di sesso droga e rock and roll per necessità o per nella speranza del successo o forse per trovare uno sballo (anche se questo tipo di sballo non riesco proprio a concepirlo). Prima ancora del fatto che coinvolga personaggi dello spettacolo, in qualche modo visibili, coinvolge tante ragazze che per lo più diventano invisibili e quindi difficilmente controllabili e quindi più difficilmente possono essere protette.

Secondariamente emerge un parallelo tra Belen Rodriguez e Morgan:  da un lato c'è uno (Morgan) che ha affermato spontaneamente che le droghe possono portare dei benefici sotto il profilo creativo e farmacologico (evinco questo dai commenti che ha fatto sul caso Belen, data ancora la diatriba sulla sua famigerata intervista: peraltro perché tutti gli inquisitori che hanno scaricato subito Morgan non hanno preteso l'audio della registrazione per le debite verifiche?). Posso lontanamente comprendere che sotto il profilo medico possa avere una base di verità, ma nutro forti perplessità sulla possibilità di utilizzare la droga per stimolare la propria creatività, in quanto penso che ci siano modi molto più salutari. D'altro canto c'è una ragazza che effettivamente è stata beccata e che se non fosse stata beccata probabilmente non avrebbe parlato, quindi questo sistema evidentemente le stava bene.

Ultimo elemento strettamente collegato al secondo (tralascio le uscite incongrue del sindaco di Sanremo): occorre stabilire se per la TV pubblica sia rilevante o meno l'utilizzo di droga. Se lo è allora anche Belen dovrebbe essere utilizzato lo stesso metro di paragone di Morgan, pur se costa in termini di spettatori e di pubblicità (Belen è in forte ascesa). Se non lo è occorre capire qual è la discriminante per cui Morgan debba essere escluso e Belen no.

Non vorrei pensare che la discriminante sia, perdonate il francesismo, che Belen è gnocca ed in ascesa e Morgan è un personaggio diretto e scomodo e, non me ne voglia, meno gnocco di Belen (ecco diciamo che non è il mio tipo).


Ascolta l'intervista di Morgan
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