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14 set 2013

Piccola grande riforma della scuola

Riflettevo su un concetto a mio avviso fondamentale, perdonate la presunzione. Una semplice riforma della scuola, e conseguentemente della società, sarebbe probabilmente quella riforma che rendesse l'insegnamento dell'educazione civica come obbligatoria,  non come quando andavo io al liceo che era solo sulla carta.

Insegnare educazione civica, unitamente a basilari nozioni di diritto, non farà dei più dei giuristi, ma forse farà persone quanto meno in grado di comportarsi ed in grado di rispettare le regole esistenti. Che tutto sommato è uno degli obiettivi che la scuola si prefigge e che, per ora, miseramente fallisce.

13 lug 2010

L'insofferenza latente talvolta sfocia in grande violenza.

Condannate la mamma e la nonna di una ragazza che avevano aggredito con estrema violenza una professoressa di una scuola media che si era permessa di rimproverare questa ragazza.

Orbene: c'è da precisare che sia la mamma che la nonna hanno già accumulato diversi precedenti penali e mi vien da pensare a quella povera bambina che crescerà in un contesto molto probabilmente di illegalità, sperando che riesca ad emanciparsi presto da tale degrado.

Mi chiedo anche se questo non sia un sintomo, magari molto eclatante, di una più diffusa, silenziosa, quasi latente insofferenza verso la scuola rispetto a qualche anno fa: un rimprovero, un brutto voto, una sospensione ora mi sembrano (a pelle) quasi  vissuti come colpa del corpo docente più che come una colpa dell'alunno. 


Ma è solo una sensazione a pelle, non so quanto sia realistica.

30 giu 2010

Il professore da 30 alla figlia e scoppia il putiferio.

«Sono stato regolarmente autorizzato dalla direzione, anche perché non c'erano alternative: io sono l'unico docente di Restauro. Del resto, se non sbaglio, un caso ben più eclatante era scoppiato a Roma, con l'attore Carlo Verdone esaminato dal padre, ed era stato chiarito che non si tratta di una cosa illegale». 
 
Questa la difesa del professor Tiozzi dinanzi alla denuncia di Igor Lecic, il quale, per completezza d'informazione, ha intentato una causa per mobbing nella quale Tiozzi si sarebbe rifiutato di testimoniare.

Non so se sia illegale o meno quanto accaduto, o se siano solo veleni tra due colleghi universitari; ma so per certo che è incompleto il richiamo al caso di Carlo Verdone esaminato dal padre. Semplicemente per un dettaglio: MARIO VERDONE BOCCIO' IL FIGLIO (MERITATAMENTE) E NON GLI DIEDE 30 E LO FECE RIESAMINARE A OTTOBRE DA UN'ALTRA PROFESSORESSA.


Traiamo conferma di tutto ciò dal libro Parentopoli, di Nino Luca (Marsilio). Il brano è apparso anche sul Corriere della Sera ed è lo stesso Mario Verdone a raccontare. Un raro esempio di serietà professionale ed onestà.

Il professore ha 92 anni e mi fa: «So’ solo un po’ sordo ma ancora ricordo bene. La storia fu questa. Andò che gli feci la prima domanda» attacca il professore. «E lui niente... non mi rispose». Quel giorno gli esami si svolsero in una sala dove c’erano molti studenti che attendevano il loro turno d’interrogazione. «Allora mi dica questo... e lui di nuovo niente!». L’interrogato faceva scena muta. La materia trattava di cinema e l’aveva introdotta il professore stesso per la prima volta nell’università italiana. A quel punto il docente prese la sua decisione: «Guardi» gli dissi, «è meglio che torni ad ottobre. A quel punto lui ha fatto:
«Papà, ma mi bocci?». Ed io: «Mi dia del lei. Ora vada». E si alzò! E con lui so’ andati via tutti gli studenti perché hanno pensato «se boccia il figlio boccerà pure noi». E così rimasi solo nella stanza».

Ma poi come andò a finire l’esame di suo figlio?
«Finì che ad ottobre gli feci fare l’esame da un’altra professoressa. La signora Evelina Tarroni. Lei fu soddisfatta e lo promosse. Io mi misi da parte perché mi seccava di tornare sull’argomento. E quel giorno non mi presentai in università».


E quando vi rivedeste la sera a casa?«La prima volta dopo la bocciatura riconobbe che a quelle domande non aveva risposto. La seconda volta, ormai vittorioso, mi disse:
«Sai papà, sono stato promosso». Bene, son contento, gli risposi. Si vede che ti sei preparato bene stavolta». 
 
Notate le differenze tra la figlia del professor Tiozzi e Carlo Verdone? Vogliamo ancora marcare la differenza? Beh poi Verdone ha vinto 7 David di Donatello; 7 Biglietti d'oro e 4 Nastri d'Argento più altri svariati premi. Forse quella bocciatura servì e se non servì da sola, aiutò.
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