In questi giorni, complice anche la giornata internazionale della donna, è ritornata d'attualità la tematica delle pubblicità che sfruttano il corpo femminile per attrarre l'attenzione.
Il punto di partenza è la campagna mediatica che da qualche tempo sta conducendo Strisica: prima contro la stampa estera, poi contro, tra gli altri, la Repubblica, da sempre ostile al premier. Un caso? Cito Greggio: sarà vero, sarà falso, Sarah Ferguson? ... E che caso!!
Quando vedete queste pubblicità, pensate che il loro scopo è attrarre l'attenzione. E pensate che chi si scandalizza per queste pubblicità attiva solo un meccanismo virale contribuendo a reclamizzare maggiormente tali provocazioni. Sì esattamente come Manuela Arcuri e lo strategggismo sentimentale e come Ruby che parla di signoraggio bancario mezza spogliata.
Chi produce questo tipo di pubblicità si fa due conti in tasca e vede che spendendo X euro per raggiungere mille persone, a parità di spesa, può raggiungerne dieci milioni se fa una pubblicità virale che poi viene fatta girare assolutamente gratis con la condivisione, con i media nazionali che ne parlano, con giornali ed utenti che si scandalizzano.
Non è il caso di Michelle Hunzinker, che ad onor del vero s'è fatta valere in Italia, in Svizzera ed in Germania non certo per il fisico ma per la sua bravura e simpatia, ma che a sua volta è balzata agli onori delle cronache all'inizio della sua carriera proprio con il tipo di pubblicità che ora critica. Non mi pare di averlo sentito a Striscia e, per completezza d'informazione, penso sia bene ricordarlo. Se fossi Sallusti sbraiterei immediatamente come fa con chiunque attacchi il suo capo. Ma per fortuna non sono Sallusti, con buonapace dei miei famigliari.
Invece mi limito a notare come le pubblicità citate da Striscia, spesso e volentieri, siano pubblicità di intimo ... è ovvio che serve una donna in intimo per pubblicizzarlo. Lapalissiano.
Il punto di partenza è la campagna mediatica che da qualche tempo sta conducendo Strisica: prima contro la stampa estera, poi contro, tra gli altri, la Repubblica, da sempre ostile al premier. Un caso? Cito Greggio: sarà vero, sarà falso, Sarah Ferguson? ... E che caso!!
Quando vedete queste pubblicità, pensate che il loro scopo è attrarre l'attenzione. E pensate che chi si scandalizza per queste pubblicità attiva solo un meccanismo virale contribuendo a reclamizzare maggiormente tali provocazioni. Sì esattamente come Manuela Arcuri e lo strategggismo sentimentale e come Ruby che parla di signoraggio bancario mezza spogliata.
Chi produce questo tipo di pubblicità si fa due conti in tasca e vede che spendendo X euro per raggiungere mille persone, a parità di spesa, può raggiungerne dieci milioni se fa una pubblicità virale che poi viene fatta girare assolutamente gratis con la condivisione, con i media nazionali che ne parlano, con giornali ed utenti che si scandalizzano.
Diciamoci la verità, fa comodo anche a molte star-starlette-mezzetacche che abbiano un minimo di fisico fare un calendario o servizi provocanti per guadagnarsi la pagnotta. Anche perchè queste mezzetacche principalmente sanno prevalentemente mettere le tette in mostra e fare l'occhio languido e nulla più.
Non è il caso di Michelle Hunzinker, che ad onor del vero s'è fatta valere in Italia, in Svizzera ed in Germania non certo per il fisico ma per la sua bravura e simpatia, ma che a sua volta è balzata agli onori delle cronache all'inizio della sua carriera proprio con il tipo di pubblicità che ora critica. Non mi pare di averlo sentito a Striscia e, per completezza d'informazione, penso sia bene ricordarlo. Se fossi Sallusti sbraiterei immediatamente come fa con chiunque attacchi il suo capo. Ma per fortuna non sono Sallusti, con buonapace dei miei famigliari.
Invece mi limito a notare come le pubblicità citate da Striscia, spesso e volentieri, siano pubblicità di intimo ... è ovvio che serve una donna in intimo per pubblicizzarlo. Lapalissiano.
In realtà, il reale sfruttamento non quello pubblicitario, non quello principale almeno: dimentichiamo lo sfruttamento che porta le donne sulla strada; quelle che fa sì che alcune bestie possano picchiare la moglie o costringerla ad una vita di umiliazioni; quello che porta le donne ad essere violentate; quello che porta le donne a subire orrende mutilazioni genitali.
Degno di biasimo fu Bruno Vespa che cominciò a delirare nel vedere il decoltè di Silvia Avallone, e se non erro anche Striscia riprese lo spiacevole evento.
Come già dissi quest'estate, esistono motivi peggiori che scandalizzarsi che le pubblicità sessiste.
Auguri a tutte le donne, ma di più alle donne che soffrono.
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