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29 apr 2010

Neomelodici/3. I bambini che cantano di sesso e camorra.

La terza puntata sui neomelodici è relativa alla presenza dei bambini nei video che in diverse canzoni cantano e vi presenziano stabilmente; tengono concerti nelle feste di piazza o di paese; partecipano alle trasmissioni sui canali locali da soli, hanno un manager, si comportano da cantanti di consumata esperienza pur avendo l'età delle bambole o dei soldatini. Specifico che non si tratta di ragazzini prossimi nel giro di pochi anni alla maggiore età, ma proprio di BAMBINI. Le star più conosciute si chiamano Giuseppe jr,la Piccola Anna, Pino Giordano, Nunzio, Stefano De Santis e Fonsy Stallone (vedete, in alcuni casi solo i nomi di battesimo).

In primo luogo sono sempre dell'idea che un bambino, o chi per lui, deve pensare al completo sviluppo fisico e psicologico: la voce termina lo sviluppo intorno ai 15 anni in genere, e se cercate un po' su You Tube alla voce bambini neomelodici, vedrete che hanno molto meno di 15 anni. Senza contare lo sviluppo psicofisico completo che avviene molte volte, per i bambini più piccoli, giocando, leggendo, socializzando con altri bambini.

I filoni che i bambini seguono sono quelli della scuola, del futuro in carcere come inevitabile, ma c'è anche chi ha segnalato la presenza di bambini come ancora più inopportuna allorché questi arrivano a cantare esplicitamente di sesso. In particolare nella canzone 'Na minigonna i due bambini stesi sul lettone (ovviamente vestiti), cantano relativamente al togliersi minigonna e maglietta e di fare l'amore. Insomma i bambini simulano in tutto e per tutto di essere grandi, forse senza sapere cosa dicono, parlando di amore vero, di sesso o comunque di argomenti che con i bambini non hanno assolutamente niente a che vedere. Per carità a vedere il video nessuna immagine scabrosa, ma i contenuti del testo sono inequivocabili.

Nella canzone A guaglion' ra Smart (la ragazza della Smart) l'argomento è una relazione amorosa tra il bambino e una donna di 40 anni, si rompe la Smart e ad un certo punto dice canta «tu me l'hai rotta e mò devi venire da papà», e difficilmente mi viene da pensare alla Smart. Oppure la Piccola Anna si vanta di un fidanzato «guappo,fresco,tosto e prepotente chiamato 'o malamente che è un animale quando butta le mani»

In ogni caso sul tema sono state segnalate almeno un centinaio di video in cui presenziano i bambini e quindi il fenomeno non è trascurabile o secondario, anzi si va espandendo ed occorre prenderne coscienza.

Dopo tre capitoli, comincio a mettere un punto fermo e a tirare le somme per determinare un complessivo ritratto del neomelodico: prevalentemente è un ragazzo giovane, quando non è proprio un bambino o una bambina, necessita del virus della truzzagine acuta ed un marcato accento napoletano; canta di camorra, oppure di palpiti e sofferenze amorose; l'ambientazione dei video in genere è quella dei vicoli, o della estrema periferia napoletana, o dei cosiddetti bassi (terranei di pochi metri quadrati in cui riescono ad abitare un buon numero di persone sovraffollate).

Una parentesi conclusiva, poi, si rende necessaria sulle trasmissioni dedicate ai neomelodici che imperversano nei canali locali. Ovviamente i contenuti sono assai scarni e squallidi, si limitano a telefonate alquanto scontate e talvolta ridicole di fan con i quali talvolta c'è una conoscenza diretta: «ciao sono Genoveffa da Barra, ricordati di quella che strillava al tuo concerto qualche giorno fa» oppure «ciao sono GGGessicah di vico Scassacocchi, la figlia della cugina della zia del chianchiere» (per chi non è terrone come me, il chianchiere è il macellaio) intervallate dai migliori successi dei citati artisti.

Introduzione ai cantanti neomelodici.
Neomelodici/2. Se i cantastorie esaltano la camorra.

22 apr 2010

Neomelodici/2: se i «cantastorie» esaltano la camorra.

La canzone di Nello Liberti "O Capoclan". Il brano descrive la mentalità di alcune persone che riconoscono nel capoclan un mito e una guida morale. Questa canzone è già stata rimossa da Youtube per le proteste di alcuni utenti. Vogliamo forse impedire a un cittadino di esporre la propria opinione, calpestando l'articolo 21 della Costituzione? E poi, siamo davvero sicuri che Liberti condivida il contenuto della canzone? Esistono migliaia di canzoni a tema malavitoso nelle quali l'autore interpreta un personaggio dal quale prende le distanze. Milva ha cantato per anni le canzoni della Mala Milanese. Adriano Celentano, in "Una storia come queste", fa la parte di un assassino che ha ucciso la moglie. John Lennon cantava "La felicità è una pistola calda". Johnny Cash, in "Folsom Prison Blues", esordiva con "Ho ucciso un uomo a Reno / Solo per guardarlo morire". Significa che Milva, Celentano, Lennon e Cash sono dei criminali? Per non parlare dei contenuti di certi testi di Eminem, che poi se ne va a cantare a Sanremo con la benedizione di Raffaella Carrà. Vogliamo dire che Marlon Brando e Al Pacino sono mafiosi perché hanno recitato nel "Padrino"? Perché tutto quest'accanimento su un cantante neomelodico, che tra l'altro lavora come marittimo facendosi il mazzo così sulle navi, e che se fosse un camorrista di sicuro non avrebbe bisogno di lavorare?

Questo è il commento di Zompevola il 06 marzo 2010 quando ha ripostato il video di 'O capoclan di Nello Liberti (testi di A. Alfieri e N. Nocerino). Innanzitutto, dato il grossolano errore su Milva e sulle Canzoni della Mala, occorre un preambolo: queste sono cantate in origine dalla Vanoni a Milano e da Gabriella Ferri a Roma. Con tutto il rispetto per Alfieri e Nocerino, le Canzoni della Mala sono ideate tra gli altri da Giorgio Strehler (insignito della Legion d'Onore) e da Dario Fo (Premio Nobel per la Letteratura), non gli ultimi scalcagnati arrivati. Milva c'entra pochissimo con le citate canzoni.

La seconda precisazione consiste nel fatto che Strehler pensò di dare un certo alone di mistero a queste cantate popolari (aiutato dall'enfasi della Vanoni), la qual cosa diede anche una certa popolarità a quest'ultima ed anche dubbi sulla sua reale identità: è facile anche identificare un motivo pubblicitario alla base di tutto ciò.

Detto questo è fin troppo ovvio che non è assolutamente scontata la condivisione del testo che si interpreta in video od in musica: ma la differenza è proprio questa. Purtroppo quanto descritto nella canzone cantata da Liberti non sembra una mera descrizione ed una mera interpretazione di una realtà comunque esistente e di una realtà che comunque l'interprete potrebbe non giustificare e non vivrebbe mai e poi mai (come nel testo di Una storia come questa). Sembra decisamente un'esaltazione ed una giustificazione della camorra: insomma sembra quasi che il pover'uomo in fondo in fondo sia un buon padre di famiglia una via di mezzo tra il Dalai Lama e Robin Hood. Come si dice nel commento: una guida morale. Spero che si noti la differenza tra l'interpretazione e l'individuazione di un camorrista come guida morale. L'articolo 21 della Costituzione, nel secondo caso, non c'entra un tubo.

Voglio ben sperare che Liberti, quanto gli autori siano in disaccordo con questo modo di vivere assolutamente illegale, e che le intenzioni fossero diverse dall'esaltare la camorra.

14 apr 2010

Introduzione ai cantanti neomelodici.

Oggi, per puro sadismo, vi introduco ai CANTANTI NEOMELODICI. Ripeto voglio soddisfare il mio sadismo e me la prendo con i lettori del blog.

Il cantante neomelodico napoletano presenta delle peculiarità rispetto agli altri cantanti, che per chi non è quanto meno della Campania è difficile da individuare: intanto per lo più già definirli cantanti è un complimento, dato che sembrano afflitti da mal di pancia acuti.

Tralasciando queste amenità, in primo luogo il dialetto napoletano è il modo prevalente con il quale si esprime il neomelodico, rari come un film samoano sono i casi in cui i neomelodici usino (e correttamente) la lingua italiana. Il motivo ben potrebbe essere la scarsa conoscenza di quest'ultima, cosa vagamente confermata dallo stentato italiano mostrato da Marfè ai provini di X Factor o da Barbara d'Urso; ma aggiungerei come motivo concorrente quanto meno il fatto che il cantante neomelodico deve raggiungere (e comunicare con) il popolino del proprio quartiere, se ha successo verrà chiamato per i matrimoni e per le feste di piazza, a Napoli e provincia (un tour tra le migliori feste di Marano/Baiano/Cicciano/Barra/Ponticelli). Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio sono i neomelodici più conosciuti (in tempi recenti Marco Marfé ha avuto una sua notorietà ancorché grottesca), ma già appartenenti per lo più ad una generazione un po' precedente a questa. Senza contare che, al di là di facili battute, hanno fatto un salto di qualità cantando in italiano, consentendo un bacino di utenza e di comprensione che fuoriesce dal proprio quartiere.

Comunque sia, quando parlo di napoletano non parlo del Dialetto Napoletano di Eduardo o di Troisi o di Totò o dei Grandi Classici della musica napoletana: le sonorità di questo dialetto sarebbero comprensibili fino in Giappone. Chi non è di Napoli penso comprenda comunque cosa voglia dire 'O sole mio sta 'nfront a te così come chi non è di Milano comprende cosa significhi O mia bela Madunina. Questo è un dialetto più nobile. Il dialetto, e gli argomenti delle canzoni, dei neomelodici sono quelli dei vicoli, che costituiscono un mondo a sè stante: un mondo in cui si concentrano spesso parenti, amici e scuola o lavoro. Un mondo, spesso anche molto degradato, che sembra il migliore dei mondi possibili (ma non penso conoscano Voltaire ed il Candide).

Seconda caratteristica ricorrente è il fatto che molti cantanti sono conosciuti col solo nome di battesimo: Raffaello; Giuseppe Jr.; Michele; Alessio quelli più conosciuti. Non un cognome per potersi distinguere, ammesso che ce ne sia bisogno, anche perché chi segue i cantanti neomelodici li riconosce immediatamente. Non è necessaria nessuna distinzione ulteriore, anzi: Raffaello è meglio di Alessio (o viceversa), discorsi che possono lasciare interdetti a chi è completamente digiuno di neomelodici.

Ultima caratteristica comune è la tamarraggine (o truzzaggine) di aspetto e di modo di fare: pettinatura simile ad una leccata di mucca, sguardo seducente da triglia ubriaca, savoir faire tipico di un rinoceronte e testi privi di ogni qualsivoglia originalità scritti dopo seria assunzione di allucinogeni. A vederli separatamente sembrano uno il clone dell'altro per aspetto, modi di fare, testi delle canzoni.

Per fare un breve accenno storico, la musica neomelodica nasce negli anni -70, quando Cutolo arruola la peggior marmaglia di Napoli per creare la Nuova Camorra Organizzata e questi cantastorie provenienti dai quartieri più poveri si diffondono in modo capillare. Nei prossimi post che di qui a qualche giorno inserirò, quindi se l'argomento vi interessa non perdiamoci di vista, vedremo come non sempre si può parlare di cantastorie.

Vi rimando anche al sito di Roberto Saviano che spiega il successo dei neomelodici nei migliori vicoli di Napoli
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