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29 nov 2010

30 mag 2010

Spedire un sms può salvare la vita. E anche diffondere quest'iniziativa...

Arriva l'estate è ritorna il problema dell'abbandono dei cani (specie in autostrada). Inutile che stia qui a dilungarmi sul fatto che è disumano abbandonare a se stesso un cane, perché va incontro a morte sicura, peggio ancora in modo tale da creare incidenti in autostrada. Disumano e assolutamente criminale. Per questo vi segnalo l'iniziativa Io l'ho visto: se incontrate un cane abbandonato in autostrada, spedite il prima possibile un sms al 3341051030 segnalando il maggior numero di informazioni possibili. I volontari antiabbandono provvederanno il prima possibile. 

Mi permetto di darvi qualche  suggerimento sulle informazioni principali che dovreste inserire per facilitare un lavoro maggiormente rapido: segnalate l'autostrada che percorrete, il chilometro o comunque un punto di riferimento  facilmente identificabile come il nome di una galleria o di un ponte, la direzione di marcia in cui state viaggiando. 

Se siete soli, ovviamente fermate prima la macchina in sicurezza e poi spedite l'sms, altrimenti fatelo spedire ad uno dei passeggeri con voi. Altro suggerimento: segnatevi il numero in rubrica, magari sotto la voce Antiabbandono (la lettera A è anche la prima in rubrica) e  già che ci siete guardatevi il video di seguito.



29 apr 2010

Neomelodici/3. I bambini che cantano di sesso e camorra.

La terza puntata sui neomelodici è relativa alla presenza dei bambini nei video che in diverse canzoni cantano e vi presenziano stabilmente; tengono concerti nelle feste di piazza o di paese; partecipano alle trasmissioni sui canali locali da soli, hanno un manager, si comportano da cantanti di consumata esperienza pur avendo l'età delle bambole o dei soldatini. Specifico che non si tratta di ragazzini prossimi nel giro di pochi anni alla maggiore età, ma proprio di BAMBINI. Le star più conosciute si chiamano Giuseppe jr,la Piccola Anna, Pino Giordano, Nunzio, Stefano De Santis e Fonsy Stallone (vedete, in alcuni casi solo i nomi di battesimo).

In primo luogo sono sempre dell'idea che un bambino, o chi per lui, deve pensare al completo sviluppo fisico e psicologico: la voce termina lo sviluppo intorno ai 15 anni in genere, e se cercate un po' su You Tube alla voce bambini neomelodici, vedrete che hanno molto meno di 15 anni. Senza contare lo sviluppo psicofisico completo che avviene molte volte, per i bambini più piccoli, giocando, leggendo, socializzando con altri bambini.

I filoni che i bambini seguono sono quelli della scuola, del futuro in carcere come inevitabile, ma c'è anche chi ha segnalato la presenza di bambini come ancora più inopportuna allorché questi arrivano a cantare esplicitamente di sesso. In particolare nella canzone 'Na minigonna i due bambini stesi sul lettone (ovviamente vestiti), cantano relativamente al togliersi minigonna e maglietta e di fare l'amore. Insomma i bambini simulano in tutto e per tutto di essere grandi, forse senza sapere cosa dicono, parlando di amore vero, di sesso o comunque di argomenti che con i bambini non hanno assolutamente niente a che vedere. Per carità a vedere il video nessuna immagine scabrosa, ma i contenuti del testo sono inequivocabili.

Nella canzone A guaglion' ra Smart (la ragazza della Smart) l'argomento è una relazione amorosa tra il bambino e una donna di 40 anni, si rompe la Smart e ad un certo punto dice canta «tu me l'hai rotta e mò devi venire da papà», e difficilmente mi viene da pensare alla Smart. Oppure la Piccola Anna si vanta di un fidanzato «guappo,fresco,tosto e prepotente chiamato 'o malamente che è un animale quando butta le mani»

In ogni caso sul tema sono state segnalate almeno un centinaio di video in cui presenziano i bambini e quindi il fenomeno non è trascurabile o secondario, anzi si va espandendo ed occorre prenderne coscienza.

Dopo tre capitoli, comincio a mettere un punto fermo e a tirare le somme per determinare un complessivo ritratto del neomelodico: prevalentemente è un ragazzo giovane, quando non è proprio un bambino o una bambina, necessita del virus della truzzagine acuta ed un marcato accento napoletano; canta di camorra, oppure di palpiti e sofferenze amorose; l'ambientazione dei video in genere è quella dei vicoli, o della estrema periferia napoletana, o dei cosiddetti bassi (terranei di pochi metri quadrati in cui riescono ad abitare un buon numero di persone sovraffollate).

Una parentesi conclusiva, poi, si rende necessaria sulle trasmissioni dedicate ai neomelodici che imperversano nei canali locali. Ovviamente i contenuti sono assai scarni e squallidi, si limitano a telefonate alquanto scontate e talvolta ridicole di fan con i quali talvolta c'è una conoscenza diretta: «ciao sono Genoveffa da Barra, ricordati di quella che strillava al tuo concerto qualche giorno fa» oppure «ciao sono GGGessicah di vico Scassacocchi, la figlia della cugina della zia del chianchiere» (per chi non è terrone come me, il chianchiere è il macellaio) intervallate dai migliori successi dei citati artisti.

Introduzione ai cantanti neomelodici.
Neomelodici/2. Se i cantastorie esaltano la camorra.

22 apr 2010

Neomelodici/2: se i «cantastorie» esaltano la camorra.

La canzone di Nello Liberti "O Capoclan". Il brano descrive la mentalità di alcune persone che riconoscono nel capoclan un mito e una guida morale. Questa canzone è già stata rimossa da Youtube per le proteste di alcuni utenti. Vogliamo forse impedire a un cittadino di esporre la propria opinione, calpestando l'articolo 21 della Costituzione? E poi, siamo davvero sicuri che Liberti condivida il contenuto della canzone? Esistono migliaia di canzoni a tema malavitoso nelle quali l'autore interpreta un personaggio dal quale prende le distanze. Milva ha cantato per anni le canzoni della Mala Milanese. Adriano Celentano, in "Una storia come queste", fa la parte di un assassino che ha ucciso la moglie. John Lennon cantava "La felicità è una pistola calda". Johnny Cash, in "Folsom Prison Blues", esordiva con "Ho ucciso un uomo a Reno / Solo per guardarlo morire". Significa che Milva, Celentano, Lennon e Cash sono dei criminali? Per non parlare dei contenuti di certi testi di Eminem, che poi se ne va a cantare a Sanremo con la benedizione di Raffaella Carrà. Vogliamo dire che Marlon Brando e Al Pacino sono mafiosi perché hanno recitato nel "Padrino"? Perché tutto quest'accanimento su un cantante neomelodico, che tra l'altro lavora come marittimo facendosi il mazzo così sulle navi, e che se fosse un camorrista di sicuro non avrebbe bisogno di lavorare?

Questo è il commento di Zompevola il 06 marzo 2010 quando ha ripostato il video di 'O capoclan di Nello Liberti (testi di A. Alfieri e N. Nocerino). Innanzitutto, dato il grossolano errore su Milva e sulle Canzoni della Mala, occorre un preambolo: queste sono cantate in origine dalla Vanoni a Milano e da Gabriella Ferri a Roma. Con tutto il rispetto per Alfieri e Nocerino, le Canzoni della Mala sono ideate tra gli altri da Giorgio Strehler (insignito della Legion d'Onore) e da Dario Fo (Premio Nobel per la Letteratura), non gli ultimi scalcagnati arrivati. Milva c'entra pochissimo con le citate canzoni.

La seconda precisazione consiste nel fatto che Strehler pensò di dare un certo alone di mistero a queste cantate popolari (aiutato dall'enfasi della Vanoni), la qual cosa diede anche una certa popolarità a quest'ultima ed anche dubbi sulla sua reale identità: è facile anche identificare un motivo pubblicitario alla base di tutto ciò.

Detto questo è fin troppo ovvio che non è assolutamente scontata la condivisione del testo che si interpreta in video od in musica: ma la differenza è proprio questa. Purtroppo quanto descritto nella canzone cantata da Liberti non sembra una mera descrizione ed una mera interpretazione di una realtà comunque esistente e di una realtà che comunque l'interprete potrebbe non giustificare e non vivrebbe mai e poi mai (come nel testo di Una storia come questa). Sembra decisamente un'esaltazione ed una giustificazione della camorra: insomma sembra quasi che il pover'uomo in fondo in fondo sia un buon padre di famiglia una via di mezzo tra il Dalai Lama e Robin Hood. Come si dice nel commento: una guida morale. Spero che si noti la differenza tra l'interpretazione e l'individuazione di un camorrista come guida morale. L'articolo 21 della Costituzione, nel secondo caso, non c'entra un tubo.

Voglio ben sperare che Liberti, quanto gli autori siano in disaccordo con questo modo di vivere assolutamente illegale, e che le intenzioni fossero diverse dall'esaltare la camorra.

14 apr 2010

Introduzione ai cantanti neomelodici.

Oggi, per puro sadismo, vi introduco ai CANTANTI NEOMELODICI. Ripeto voglio soddisfare il mio sadismo e me la prendo con i lettori del blog.

Il cantante neomelodico napoletano presenta delle peculiarità rispetto agli altri cantanti, che per chi non è quanto meno della Campania è difficile da individuare: intanto per lo più già definirli cantanti è un complimento, dato che sembrano afflitti da mal di pancia acuti.

Tralasciando queste amenità, in primo luogo il dialetto napoletano è il modo prevalente con il quale si esprime il neomelodico, rari come un film samoano sono i casi in cui i neomelodici usino (e correttamente) la lingua italiana. Il motivo ben potrebbe essere la scarsa conoscenza di quest'ultima, cosa vagamente confermata dallo stentato italiano mostrato da Marfè ai provini di X Factor o da Barbara d'Urso; ma aggiungerei come motivo concorrente quanto meno il fatto che il cantante neomelodico deve raggiungere (e comunicare con) il popolino del proprio quartiere, se ha successo verrà chiamato per i matrimoni e per le feste di piazza, a Napoli e provincia (un tour tra le migliori feste di Marano/Baiano/Cicciano/Barra/Ponticelli). Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio sono i neomelodici più conosciuti (in tempi recenti Marco Marfé ha avuto una sua notorietà ancorché grottesca), ma già appartenenti per lo più ad una generazione un po' precedente a questa. Senza contare che, al di là di facili battute, hanno fatto un salto di qualità cantando in italiano, consentendo un bacino di utenza e di comprensione che fuoriesce dal proprio quartiere.

Comunque sia, quando parlo di napoletano non parlo del Dialetto Napoletano di Eduardo o di Troisi o di Totò o dei Grandi Classici della musica napoletana: le sonorità di questo dialetto sarebbero comprensibili fino in Giappone. Chi non è di Napoli penso comprenda comunque cosa voglia dire 'O sole mio sta 'nfront a te così come chi non è di Milano comprende cosa significhi O mia bela Madunina. Questo è un dialetto più nobile. Il dialetto, e gli argomenti delle canzoni, dei neomelodici sono quelli dei vicoli, che costituiscono un mondo a sè stante: un mondo in cui si concentrano spesso parenti, amici e scuola o lavoro. Un mondo, spesso anche molto degradato, che sembra il migliore dei mondi possibili (ma non penso conoscano Voltaire ed il Candide).

Seconda caratteristica ricorrente è il fatto che molti cantanti sono conosciuti col solo nome di battesimo: Raffaello; Giuseppe Jr.; Michele; Alessio quelli più conosciuti. Non un cognome per potersi distinguere, ammesso che ce ne sia bisogno, anche perché chi segue i cantanti neomelodici li riconosce immediatamente. Non è necessaria nessuna distinzione ulteriore, anzi: Raffaello è meglio di Alessio (o viceversa), discorsi che possono lasciare interdetti a chi è completamente digiuno di neomelodici.

Ultima caratteristica comune è la tamarraggine (o truzzaggine) di aspetto e di modo di fare: pettinatura simile ad una leccata di mucca, sguardo seducente da triglia ubriaca, savoir faire tipico di un rinoceronte e testi privi di ogni qualsivoglia originalità scritti dopo seria assunzione di allucinogeni. A vederli separatamente sembrano uno il clone dell'altro per aspetto, modi di fare, testi delle canzoni.

Per fare un breve accenno storico, la musica neomelodica nasce negli anni -70, quando Cutolo arruola la peggior marmaglia di Napoli per creare la Nuova Camorra Organizzata e questi cantastorie provenienti dai quartieri più poveri si diffondono in modo capillare. Nei prossimi post che di qui a qualche giorno inserirò, quindi se l'argomento vi interessa non perdiamoci di vista, vedremo come non sempre si può parlare di cantastorie.

Vi rimando anche al sito di Roberto Saviano che spiega il successo dei neomelodici nei migliori vicoli di Napoli

1 feb 2010

Contro i luoghi comuni della vita moderna: ISTAT.

Cerchiamo di sfatare i luoghi comuni che demonizzano gli immigrati, tutto questo senza entrare in polemiche del tutto sterili:
1) Il tasso di criminalità degli immigrati regolari in Italia è solo di poco più alto di quello degli italiani: una percentuale compresa tra l'1,23% e l'1,4% contro lo 0,75% degli italiani. Sostanzialmente, secondo l'ISTAT, i dati sono equiparabili.

2) Non c'è corrispondenza tra l'aumento degli immigrati regolari e l'aumento dei reati in Italia: tra il 2001 e il 2005 gli stranieri sono aumentati di oltre il 100%, le denunce nei loro confronti sono cresciute del 45,9%.

3) L'87 % degli immigrati irregolari sono denunciati solo perché sono immigrati: il reato è quello di esistere (non quello di aver fatto (o omesso di fare) qualcosa.

4) Ci sono moltissimi aspetti positivi derivanti dall'immigrazione: i lavoratori stranieri sono circa 2 milioni e producono il 10% del PIL nazionale; versano all'INPS 7 MILIARDI di euro e pagano tasse per più di 3,2 MILIARDI di euro.


Ah, dimenticavo: chi dice tutto questo? L'ISTAT. Meditate, gente, meditate prima di credere a tutto.

22 gen 2010

No mafia day a Rosarno



Facebook questa volta è stata un ottimo veicolo per pubblicizzare qualcosa di buono (e non nego che la cosa mi consola non poco): il No Mafia day. Una manifestazione apartitica, senza politici in prima fila a fare facce da circostanza.


Domattina alle 11 la manifestazione partirà dalla stazione ferroviaria di Rosarno e si concluderà in piazza Valrioti. Ufficialmente risultano aver aderito: daSud onlus, Calabria etnica, Gruppo Zero, Sismi, Gianluca Congiusta, Nico Forestieri.

31 ott 2009

Se oltre all'indifferenza c'è la rassegnazione

Petru Birladeanu era un romeno innocente che suonava la filarmonica a Napoli che ha avuto la sola sfortuna di esser colto da un colpo di pistola vagante durante una sparatoria nel maggio scorso. All'epoca ebbi modo di scagliarmi contro l'indifferenza di chi - passando vicino al corpo agonizzante di Petru - ha avuto il tempo di obliterare il biglietto, di voltare le spalle ed andarsene, o di guardare assolutamente senza dire o fare nulla. In considerazione del fatto che in zona c'è un ospedale ed un commissariato, il mio sdegno era (è) ancora più forte.

Ieri è stato diffuso il video di un omicidio di camorra ai danni di Mariano Bacioterracino (effettuato l'11 maggio scorso) in pieno giorno. Sia il killer che il palo erano a volto scoperto, come hanno fatto vedere i TG nazionali. Ho notato da un lato meno indifferenza: "solo" la ragazza che è riuscita a passare due volte sul cadavere come se scavalcasse un banale ostacolo sul suo percorso. UN CADAVERE NON UNA MERDA!! Forse qualcuno dirà anche: "va beh è morto, ha ricevuto anche il colpo di grazia non si sarebbe potuto comunque salvare". Ad onor del vero questa volta ho visto nei più veramente il panico che ti porta a scappare durante la sparatoria (non a fare il biglietto).

Questa volta mi fa di più rabbia la rassegnazione delle persone intervistate. Tutte a dire: beh è così ogni giorno ... per la gente del quartiere è normale, chi non è di qua chi sa cosa si pensa. Cosa vuoi che penso, che conosco personalmente diverse persone del rione Sanità decisamente oneste e molto simpatiche che di sicuro non hanno nulla a che vedere con questo schifo e che soprattutto NON E' NORMALE PER NIENTE AMMAZZARE QUALCUNO, PEGGIO A SANGUE FREDDO.

10 ott 2009

Evoluzioni del caso dell'omicidio di Petru Birlandeanu

Riepilogo della situazione.
Petru Birlandeanu era un suonatore ambulante di fisarmoniche, ed è stato ucciso il 26 maggio 2009 alla stazione della Cumana (adiacente alla stazione della funicolare) di Montesanto. La sua morte è avvenuta in seguito ad un raid senza che lui avesse commesso alcunché se non trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato: cioè sulla traiettoria dei colpi al momento del raid.

Evoluzione degli eventi.
Il 09 ottobre scorso hanno arrestato a Malaga i presunti assassini di Petru che lì erano latitanti. Già ho segnalato l'omertà dei cittadini cosiddetti onesti e che si vantano di essere tali ma non hanno il coraggio di intervenire quando hanno sparato a Petru Birlandeanu nemmeno per chiamare un'ambulanza (ricordo che c'è un ospedale a 100 metri dal luogo dell'omicidio); nessuno di questi ha minimamente mostrato neanche un minimo di pietà - in senso positivo - verso un moribondo: la dimostrazione è nel video che inchioda chi passava di là. Indifferenza totale. Nessuno dei (molti) passanti (sempre gente di comprovata onestà e coraggio) s'è degnato di dire una parola di testimonianza. Mentre i vicoli che gli assassini pensavano di comandare li hanno traditi, visto che le testimonianze provengono dai circuiti criminali degli indagati.

I post di Pensare è gratis sul caso di Petru Birlandeanu.


Articoli della stampa sul tema

2 lug 2009

In memoria di Petru Birlandeanu.

Aggiorniamo la situazione relativa alla morte di Petru: l'omicidio di Montesanto dello scorso 26 Maggio.

1. I colpevoli dell'omicidio.

Non so chi ricorda il video della sparatoria alla stazione della Cumana (e quella della Funicolare adiacente) a Montesanto. Ebbene è notizia di oggi che hanno arrestato uno dei partecipanti al raid (le foto dell'arresto pubblicate sul Repubblica.it). Cito testualmente da un articolo di Conchita Sannino: «Non si tratta, tuttavia, di comuni cittadini che hanno deciso di rompere il muro dell´omertà, ma di quattro persone legate, in maniera diversa o trasversale, ai business sporchi del territorio. In particolare, a puntare il dito contro Ricci sono un neo-pentito che è stato il capopiazza dello spaccio ai Quartieri Spagnoli; una giovane di un piccolo clan del territorio; e un´altra donna, ex testimone di giustizia, anch´ella testimone insieme con il suo compagno della scorribanda armata di Ricci e dei suoi complici. Ma va precisato che, ai fini della fondatezza del racconto, i pubblici ministeri e la polizia hanno potuto provare, oltre ogni eventuale risentimento, la loro attendibilità».

2. Conferma della vigliaccheria di una parte dei napoletani.

Analizzando uno dei tanti articoli dell'edizione on line di Repubblica.it, noto che il sindaco Rosa Russo Iervolino ha detto: «Cosa avrebbero fatto i milanesi o i romani sotto il tiro di pistole che non si capiva da dove venissero? Sarebbero scappati oppure no? Fuggire è una reazione istintiva». Giusto: è una reazione istintiva. Come ho già avuto modo di affermare è stato anche il mio primo pensiero. Ho cambiato idea dopo aver visto le immagini. Chi c'era ha avuto il tempo di domare l'istinto e quando meno di poter chiamare un'ambulanza.

A distanza di diverse settimane, tuttavia, a conferma che non è istinto ciò che è successo nella folla, riprendo le considerazioni di Andrea Pennasilico (procuratore aggiunto) «Fino a questo momento (l'articolo è datato 18/06, n.d.a.) neanche una delle persone presenti al momento dell´azione si è fatta avanti. Eppure erano in tanti. Nessuno si è precipitato al primo commissariato di polizia o alla prima stazione dei carabinieri per denunciare l´accaduto o collaborare alle indagini. Non è un appello ma una semplice considerazione. L´inchiesta va avanti e speriamo di conseguire risultati».

3. Testimonianza di Ernesto Cravero.

Ho letto la testimonianza del Prof. Cravero. Posso garantire, conoscendo la zona, che la descrizione di ciò che accade quotidianamente a Montesanto è decisamente realistica. I quartieri spagnoli sono una realtà a sè stante, lo sono i vicoli di Napoli in generale. Se non sei dei vicoli percepisci di essere in un mondo diverso. Talvolta scherzando dico: siamo ancora a Napoli? Ma forse dentro di me non sto scherzando molto.

A proposito di omertà e di paura, è più che naturale che il prof. Cravero (diciamocelo, come molti di noi) non abbia voluto fare l'eroe, e non appena ha intuito un pericolo per la propria vita «se n'è
fujut'», se n'è scappato. Così com'è più che naturale che si sia disorientati, ma almeno dal prof. Cravero abbiamo avuto una descrizione, una testimonianza. Chissà se ha avvertito anch'egli l'ospedale. Dagli altri presenti? Abbiamo ottenuto che non si sono interessati alla situazione (Cravero almeno è tornato sui suoi passi potendo rimanere nel sicuro del treno), cercando con tutto comodo di proseguire le loro attività, non hanno chiamato un'ambulanza (dalla descrizione di Cravero ho capito che non ha chiamato i soccorsi perché ha visto che lo facevano già altri), e a quanto risulta non hanno testimoniato in seguito, al di là di alcune «sentinelle» che hanno deciso di collaborare (Cravero almeno ci ha reso partecipi di un suo punto di vista). Attendo smentite di tutto questo casomai fosse errato.

Soprattutto condivido un aspetto: l'esercito è presente e concentrato al Vomero, non a Montesanto. A via Scarlatti (zona centrale del Vomero) è possibile trovare in poche decine di metri camionette dell'esercito, auto della finanza, e presìdi dei vigili urbani. A Montesanto?? Qualche anno fa, per diversi mesi mi capitò di andare con molta più frequenza, rispetto ad ora, a Montesanto. Ho visto di tutto. Molte cose descritte nella testimonianza, ed anche un signore che vendeva cozze in mezzo alla folla ed al traffico su un mini banchetto di legno, in spregio a qualunque norma di igiene. Addirittura se sostavo qualche minuto con la macchina dovevo stare ben attento a non danneggiargli il «nobile esercizio». Difficilmente ho visto un presidio fisso della polizia o dei carabinieri, nonostante due commissariati nei dintorni.

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Nessun soccorso per Petru (Cristina Zagaria)

La faida uccide un innocente (Irene De Arcangelis)

Identificati i sicari del raid (Irene De Arcangelis)

19 giu 2009

Omicidio a Montesanto.

Ho visto e rivisto le immagini, dalle quali sono rimasto molto turbato. Cercando on line ho letto diversi articoli sull'argomento. Ho provato a farmi un'opinione in modo lucido, ma non trovo termini più adeguati di VERGOGNOSO per commentare quello che è successo.

Inizialmente mi son detto: forse la paura per il raid ha fatto avere reazioni che lucidamente nessuna di quelle persone avrebbe normalmente. Poi ho messo in dubbio questa affermazione dopo aver visto le immagini. Poi un altro dubbio: e se quella persona non fosse stata rumena? Altro dubbio ancora: chi abita a Napoli sa bene che a cento metri dalla stazione c'è il "Vecchio Pellegrini" che è un ospedale. Come mai è arrivata una sola ambulanza dopo un po' di tempo e per due feriti?

Dediche personali:
1) A tutti i presenti dal minuto 1.04 al minuto 1.55, ma in particolare al signore rotondetto in maglia rossa (si vede per la prima volta, rimane vicino a Petru per almeno 20 secondi, ed in zona ulteriori 30 prima di scappare in modo vile dinanzi all'altrui morte): visto che non eri in preda al panico, dato che il tempo di fare il biglietto il signore l'ha trovato e ha fatto passare 50 secondi prima di scappare, hai anche trovato il tempo di guardarlo negli occhi e di accorgerti che era ferito, ma hai trovato il tempo anche di vergognarti? Troverai il tempo di spiegare alla ragazzina con te come ci si comporta nella vita? Hai trovato anche il tempo per sapere che è vergognoso che nè tu nè nessuno dei presenti ha avuto la presenza di spirito di chiamare un'ambulanza?

2) Alla signora di bianco vestita (minuto 2.00): 42 secondi per rammaricarsi? Poverino, vero? Bah che città infernale.

3) Recordman il signorotto che entra al minuto 2.23 e se ne esce al minuto 2.28: 5 secondi per capire che: era rumeno, stava morendo, non era un bel momento per prendere la funicolare e che se la poteva fare a piedi.

4) Splendido anche il signore che al minuto 2.14 entra in scena con cellulare (ultimo modello?) e buste al seguito: ha avuto la lucidità di entrare, guardarsi intorno, vedere il moribondo, accorgersi che alla fine era più importante la sua telefonata, e tempo 15 secondi non ha trovato di meglio da fare che andarsene.

Se Napoli è anche considerata una città di merda da qualcuno è anche per questo. Io mi dissocio da queste quattro persone che hanno dimostrato di risiedere indegnamente in questa città, come la loro presenza sarebbe sgradita in qualunque altro posto civile. Non è loro compito combattere la camorra, evento criminale e ulteriormente indegno di un posto che dovrebbe essere civile, in quanto tale compito è dello stato. Ma chiamare un ambulanza è cosa da poco. Confortare un moribondo è carità nel senso migliore del termine. L'indifferenza è un brutto male.
Articoli o blog correlati
Il Blog di Umberto
Il Corriere del Mezzogiorno
Così muore un innocente nell'indifferenza di Napoli (Francesco Merlo)

26 feb 2009

Commentario su due notizie.

La notizia è recente: il Ministero degli interni, non dell’assessorato alle vaccate comunali di Topolinia (di cui non è purtroppo disponibile il sito internet), ha rilevato che il 60% delle violenze sono compiute da italiani; il 7% dai romeni. Adesso vorrei vedere tutti coloro i quali parlano ad minchiam associando il problema agli immigrati o ai rumeni (che tra l'altro sono cittadini europei) cosa propongono. Vorrei vederli tutti allineati con le spalle davanti ad una parete come in attesa della fucilazione e dirgli: care persone che a qualunque titolo parlate/agite a sproposito (finanche a coloro che dichiarano improvvise incontinenze dovute alla paura, e cioè più profanamente, che si cagano addosso) perché non sbattete in prima pagina la notizia? Perché non fate si che, indipendentemente dalla nazionalità, si isoli chi è pericoloso solo perché è pericoloso? Informarsi su un tema così delicato prima di parlare sembra un'utopia!

Notizia di oggi: Emma Bonino, Pietro Ichino, Stefano Ceccanti ed Enzo Bianco per il PD e Ferruccio Saro, Antonio Paravia e l’immortale Lamberto Dini (che festeggerà a breve i 950 anni insieme ad Andreotti al Billionaire) hanno firmato un manifesto con cui chiedono di rinviare la discussione dopo il 06 giugno (elezioni europee). Ora io sono un povero maligno che vede il marcio ovunque, e credo che dell’onda emotiva non se ne freghi nessuno. Quando c’è stato da speculare politicamente tutti a dire la propria, tutti a proporre decreti/controemendamenti/discussioni/puntate da Vespa e solo adesso vi ricordate dell’onda emotiva?? Lo stesso discorso vale per quello appena fatto delle violenze. La realtà è che purtroppo di queste situazioni di carattere etico ve ne sono diverse e quindi è opportuno legiferare, senza correre data la delicatezza della materia, ma nemmeno senza rimandare alle calende greche. La richiesta della Bonino & Co. la leggo nel seguente modo:

Amici cari, dato che abbiamo avuto per settimane il mondo addosso per il caso Englaro, invece di sputtanarci e sfotterci adesso a fare una legge sul testamento biologico, aspettiamo le Europee e vediamo come va. Nel frattempo avremo meno attenzioni addosso, magari succede qualche altro impiccio che distoglie il popolino che deve votarci alle europee, e noi legiferiamo in tutta libertà, terremo in debito conto politico anche delle poltrone che avremo ottenuto alle europee e potremo sopportare un dibattito comunque senza nessuno che ci tormenti.

Take a look

Articolo di Dario Fo sul sito di Repubblica

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