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13 gen 2011

ESCLUSIVO!!! Il vero testo della riforma della giustizia di Silvio Berlusconi.

Basterà una domanda ed una risposta per ogni grado di giudizio:

Giuri sui tuoi figli di essere innocente?  

Certamente.
Perfetto: ASSOLTO!!

Secondo grado di giudizio.
Giuri anche sui tuoi nipoti di essere innocente?
Assolutamente sì.
ASSOLTO!!

Cassazione
Sicuro sicuro?
Certo cribbio!!
ASSOLTO!!


Pensate a quanti processi si potrebbero fare in un giorno.

8 lug 2010

La vera riforma della giustizia.

Che i tempi della giustizia in Italia siano abnormi lo si sa, ma sono i rimedi che mancano. D'altronde il paradosso Alfano-processo breve nessuno l'ha fatto notare: il processo che dura massimo sei anni, pena l'estinzione (che equivale a dire devi farti fare una TAC entro 15 giorni altrimenti sei guarito), secondo Alfano avrebbe riguardato l'1% dei processi. Allora a che serve fare una riforma per un numero così esiguo di processi? Mai saputo (e per ora ancora non promulgata).

Le cause sono le più disparate: per esempio un signore di Ostuni, recentemente, è finito sotto processo per aver rubato 90 centesimi (prima udienza il 18 novembre 2010). Oggettivamente il reato commesso potrebbe ben essere considerato irrilevante, e sarebbe bene concentrarsi su reati ben più pericolosi socialmente.


Oppure le controversie potrebbero risolversi in modo civile senza arrivare ad un processo: come il caso di un parroco che avrebbe rigato il furgoncino di un fruttivendolo, regolarmente autorizzato, perché non sopportava che vendesse dinanzi al sagrato: colto in flagrante si sarebbe detto disponibile a risarcire il danno, ma il fruttivendolo non intenderebbe ritirare la querela.
 

In teoria, in ambito penale, anche l'articolo 462 c.p. falsificazione o alterazione dei biglietti delle imprese di pubblico trasporto potrebbe essere depenalizzato. Per un biglietto di 1 euro in teoria potrebbero instaurarsi tre gradi di giudizio per un soggetto che sarà tendenzialmente irreperibile, se non è identificato dalla polizia e dà generalità false ai controllori. In questo caso viene nominato l'avvocato d'ufficio, pagato dallo Stato cioè da TUTTI NOI, e i giudici dovranno dedicare tempo a un poveraccio che non ha un euro per i biglietti della metrpolitana.

Gli esempi che potrei riportare in ambito condominiale sono i più disparati: dall'odore insistente di cucinato ai ticchettii delle scarpe ad ogni ora. Alzare un po' il limite di tolleranza per le bagattelle (non certo per il falso in bilancio) sarebbe cosa buona e giusta.

Un altro problema assolutamente influente è il divieto di reformatio in peius del giudizio di primo grado: in pratica se a Tizio danno 10 anni in primo grado, in appello la pena sarà per forza inferiore o, nel peggiore dei casi, uguale. Stando così le cose in Italia praticamente tutte le sentenze di primo grado verranno appellate.

Basterebbe eliminare questo divieto per ridurre enormemente il carico di lavoro dei giudici e dei PM. Ma, contestualmente, si potrebbe anche aumentare il numero del personale. Vi invito a leggere il post di Byo Blu sui veri numeri della giustizia, al fine di non farvi ingannare quando vi parlano di questi temi. 


Ho estrapolato da quel post alcuni dati (e screen shot) che sul tema ci riguardano: in Italia abbiamo 11 magistrati professionisti per ogni 100.000 abitanti. Meno di noi ne hanno solo l'Irlanda (3,1), l'Inghilterra (7), la Spagna (10,1) e la Norvegia che però ne ha più o meno tanti quanti noi (10,9). Più su il top lo tocchiamo con Monaco, che arriva ad averne ben 54,5 magistrati per 100 mila abitanti.  Smentiti tutti coloro che sostengono che abbiamo troppi magistrati.







Analogamente avviene per il personale non giudicante (cancellieri, segretari, uscieri): 46 ogni 100.000 abitanti contro i 70 della Germania, i 93 della Spagna, i 135 della Slovenia e i 161  della Croazia. Non spendiamo, quindi, troppo per i processi: lo 0,26 % del PIL contro lo 0,86% della Bosnia.






Prendo spunto, poi, dal blog Diritto 2.0 per parlare anche del servizio Polis Web: consente l'accesso telematico alla Cancelleria civile, che permette agli avvocati una consultazione diretta dei propri fascicoli, evitando di recarsi fisicamente presso la Cancelleria per ottenere informazioni riguardanti i procedimenti in corso. Riuscire a lavorare direttamente dal proprio studio riduce anche la necessità di spostamenti da e verso la cancelleria dei tribunali, anche con notevoli positive ripercussioni sulla viabilità oltre che sui tempi della giustizia.


Per rendere tutto ciò fattibile occorrerebbe obbligare avvocati e tribunali a dotarsi di posta elettronica certificata tramite cui creare i fascicoli digitali, tramite cui effettuare le notifiche digitali delle citazioni: il che consentirebbe di risparmiare tempo, la notifica sarebbe pressochè immediata invece di aspettare tempi biblici, si risparmia anche carta e denaro (le Poste si fanno pagare per notificare le citazioni).

Altro passaggio: perché non incentivare sta benedetta banda larga e costringere giudici e avvocati ad uitilizzare la videoconferenza e così portare avanti le udienze?

Sarebbe un cambio radicale, ma tempi e costi sarebbero abbattuti se non altro perché tutta una massa di persone potrebbe ben evitare di muoversi da casa o dallo studio professionale per andare in tribunale: nella stessa mattinata lo stesso avvocato potrebbe presenziare ad udienze presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, di Napoli, di Nola e di Salerno, cosa assolutamente non fattibile se fisicamente dovesse raggiungere i vari tribunali.

Per rendere l'idea: il tribunale di Milano che utilizza le notifiche/comunicazioni on line, risparmia 12 mila ore di lavoro all'anno di lavoro in cancelleria. Per i decreti ingiuntivi (3 mila al mese a Milano) sono necessari 12 giorni se on line 112 su supporto cartaceo.

Abbattere i costi e tutelare la riservatezza significa anche attrezzarsi in modo tale da evitare che si perdano atti dai fascicoli, ridurre il tempo delle notifiche, far accedere a determinati atti riservati on line solo chi è autorizzato.



Vi ricordo che la Finlandia è il primo paese al mondo ad aver considerato necessario GARANTIRE COME DIRITTO 1 mbps  ad ogni finlandese in quanto servizio universale, ed entro il 2015 arriveranno a 100 mbps. Qua abbiamo per ora rinunciato ad investire 800 milioni euro per la banda larga a causa della crisi. Proprio per la presenza della crisi, che sarebbe necessario fare questo investimento.

1 lug 2010

L'importanza delle intercettazioni.

Abbiamo visto ieri le principali balle che ci vengono comunemente propinate in tema di intercettazioni. Oggi, invece, un caso pratico: a Milano un tunisino è stato arrestato, proprio grazie alle intercettazioni, in quanto abusava della figlia dodicenne. L'uomo è stato arrestato poco prima di scappare in Tunisia, e probabilmente senza intercettazioni non sarebbe stato possibile assicurare un colpevole alla giustizia.


Nell'home page trovate tutti i luoghi in cui si svolgeranno le manifestazioni anti legge-bavaglio. 


Leggi anche:
Tutte le balle sulle intercettazioni.


Ma anche la notizia del giorno
AL PDL PIACCIONO I TRANS

30 giu 2010

Tutte le balle sulle intercettazioni.

1° BALLA: 7 milioni di persone intercettate/Siamo tutti intercettati.
Il ministero della Giustizia, in realtà, rende noto che nel 2009 ci sono stati 132.384 bersagli intercettati. Non significa 132.384 persone intercettate, perché consideriamo che ognuno di noi può avere anche diverse utenze telefoniche: l'utenza del cellulare personale + l'utenza fissa di casa + l'utenza fissa dell'ufficio + l'utenza del cellulare aziendale sono quattro utenze.

Occorre smentire chi sostiene che siamo tutti intercettati: Elio Cattaneo della Sios, una società di intercettazioni, ritiene che intercettare una persona significa controllare 5,3 utenze per ogni bersaglio cioè circa 27 mila persone, non 7 milioni.

2° BALLA: le intercettazioni costano troppo.
Non costano nè toppo nè poco, anche perché occorrerebbe un termine di paragone: rispetto a cosa? Rispetto a paesi che non hanno la criminalità organizzata? e mi sembra ovvio che dobbiamo spendere di più. Rispetto ai guadagni? Beh le intercettazioni si finanziano da sole: 224 milioni di euro spesi nel 2007, secondo il ministero della Giustizia e solo per la scalata alle banche milanesi hanno recuperato 1 miliardo di euro.

Per la cronaca: quando sentite parlare di 400-500 milioni di euro, non spaventatevi, perché parlano dei debiti che il ministero ha accumulato negli ultimi anni.

Sia poi detto per inciso: pedinare una persona costa di più che ascoltarne le telefonate.

3° BALLA: le intercettazioni sono troppe.
Anche in tal caso manca il termine di paragone, e non è un caso. In mancanza ce lo metto io un termine di paragone: i processi. 80.000 decreti emessi dal giudice per autorizzare/convalidare le intercettazioni su 3 milioni di processi annui (fonte il Ministero della Giustizia).





Giusto per ricapitolare.
Ricapitoliamo le balle sesquipedali che ci propinano: non potendo paragonarci a paesi che hanno un'incidenza della criminalità organizzata così alta come ha l'Italia, le intercettazioni non costano molto, anzi si autofinanziano, quindi per certi versi fanno guadagnare lo Stato.


Volendo azzerare i costi, si possono costringere gli operatori telefonici a lavorare gratis per lo Stato sulle intercettazioni. Vengono utilizzate le intercettazioni, dati del 2007, nello 0,26 % dei processi, quindi molto raramente e, salvo voler ammettere che 7 milioni di italiani (men che mai tutti gli italiani) siano implicati nello 0,26% dei processi, non ci sono così tante le persone intercettate, perché sono circa 27 mila, per cui volendo coinvolgere 7 milioni di italiani ognuno dei 27 mila intercettati dovrebbe parlare al telefono con 259 persone, oltre le telefonate con conoscenti/parenti/cognati/amici in comune.




Il problema, quindi, non è la privacy dei cittadini comuni (per intenderci quelli che non commettono reati). 




Giusto così per chiedere.
a) Perché lo Stato non compra le apparecchiature invece di noleggiarle, visto che poi rientrerebbe nella spesa?

b) Perché lo Stato non obbliga gli operatori telefonici a fornire i propri servigi gratis?


 
MEDITATE GENTE, MEDITATE






p.s. Sull'home page trovate anche lo speciale di Repubblica sulla Legge Bavaglio

8 ott 2009

Lodo Alfano incostituzionale & caso Mills-Berlusconi.

Come sapete sicuramente, ieri la Corte Costituzionale ha dichiarato il Lodo Alfano in conflitto con l’articolo 3 e con l’articolo 138 della Costituzione. Questo vuol dire che si è violato il principio di uguaglianza e che sarebbe necessario cambiare la Costituzione, che per fortuna è una cosa non facilissima e men che mai rapida, per inserire il lodo Alfano (ex Lodo Schifani). Il principale pensiero va al processo Mills che adesso ripartirà anche nei confronti di Silvio Berlusconi.


Ne approfitto per fare una parentesi e per rimandarvi alla rinnovata sezione Approfonditamente: qualche mese fa è nata con una veste diversa ma dall'idea ancora attuale di sapere cosa dicono all'estero di noi sui temi più importanti, dato anche che quando si parla di Berlusconi non potranno essere sempre e comunque tutti comunisti-complottisti-anti italiani. Letterman che ha massacrato Bush per otto anni di mandato non è stato mai una volta indicato come antiamericano. Adesso ho sviluppato meglio l'idea anche graficamente, e la sezione - che dovrà essere ampliata - si estenderà anche ad altri temi (non solo Silvio). Tutto questo anche sulla scorta del fatto che ogni giornalista che non sia in cattiva fede ha un suo stile e può mettere in luce un aspetto trascurato da altri. Confrontare una rassegna stampa di diverse notizie è solo utile. Si accettano segnalazioni di stampa rigorosamente estera su argomenti già pubblicati o che vorreste fossero pubblicati di temi che riguardano prevalentemente l'Italia o comunque di grande interesse generale (all'interno della sezione trovate le indicazioni necessarie).


Chiusa parentesi, ritorniamo al caso Mills. Ho iniziato la sezione di cui sopra proprio dal caso Mills perché è stato ed è tornato di stretta attualità. A volerlo analizzare (ricordo che siamo ancora in primo grado) volendosi formare un’idea esclusivamente dalla stampa estera, emergono i seguenti elementi prevalenti:

1) Jessa Tewell - moglie di David Mills ed ex ministro del Governo Blair - secondo alcuni analisti politici inglesi sarebbe stata danneggiata politicamente in patria dallo scandalo del marito in Italia, mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano che proprio nel paese che governa è direttamente coinvolto in un processo per corruzione, continua a governare impunemente senza che abbia alcun tipo di problematica politica.

2) Tale situazione crea - o dovrebbe creare - un tale imbarazzo da portare a dimissioni immediate ed incondizionate, solo che in Italia non succede.

3) Sia i pochi mezzi di comunicazione che non appartengono a Silvio Berlusconi, sia la gran parte dell’opposizione politica e civile è incapace di contrastare validamente Silvio Berlusconi e questo è un vantaggio per lui.

Di seguito alcuni stralci degli articoli sul caso Mills-Berlusconi che trovate in versione integrale nella sezione:
Tomasz Bielecki - Gazeta Wyborcza - 18/02/2009
L’ombra dell’affare Mills e di altre accuse di corruzione non disturbano i sostenitori di Berlusconi, che o credono nel complotto dei giudici di sinistra o – forse più spesso – ritengono la corruzione un’abilità pregevole, senza la quale sarebbe difficile rimanere nel mondo degli affari italiano.

Eric Arends - corrispondente da Roma del de Volkskrant - 20/02/2009.
Temo di essermi lasciato guidare troppo dall’andamento delle cose che caratterizza una normale democrazia. L’ho scritto perché in una democrazia è consueto che in casi di questo genere il premier finisca ”in grande imbarazzo” – persino qualora una legge lo protegga da procedimenti giudiziari. In una normale democrazia la gente ne parlerebbe scandalizzata. I giornalisti metterebbero il premier in seria difficoltà con domande scottanti, se il ministro non si fosse già dimesso di propria volontà.


In Italia questo genere di ovvie reazioni è inverosimile. L’ANSA ha rimosso dal suo sito internet la notizia della condanna di Mills già la sera stessa. Il telegiornale del primo canale italiano ha riportato la notizia solo dopo 19 minuti. L’argomento è durato esattamente un minuto. Il notiziario dell’emittente di Berlusconi “Rete 4″ ha completamente ignorato il tema.

Peter Propham - Corrispondente da Milano del The Indipendent - 23/02/2009
Grazie alla prescrizione è improbabile che il piccolo problema milanese di David Mills si trasformi in tempo trascorso in prigione. Ha molti amici potenti a Londra, e si sta probabilmente ridendo del processo a qualche cena a Islington mentre sto scrivendo. Ma la connivenza con la perfidia italiana di un uomo così vicino alla vetta del partito laburista è moralmente oltraggiosa.

Eric Arends - Corrispondente da Roma del de Volkskrant - 28/03/2009
L’Italia come paese democratico sta molto peggio di quanto molti credano. Ciò dimostrano le misure per la limitazione della libertà che questo governo sta prendendo o preparando (come la prigione per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni telefoniche degli indiziati; pressione politica su medici e insegnanti per denunciare gli immigrati illegali alla polizia; limitazione dell’indipendenaza del potere giudiziario).

Ma lo stato preoccupante delle cose si rivela soprattutto nel modo apatico in cui stampa e pubblico ultimamente reagiscono a questo genere di piani. L’Italia si abbandona sempre di più alla realtà altamente colorata con cui viene abbindolata dall’apparato di potere di Berlusconi.

Ringrazio il blogger L'informatico che mi ha aiutato a risolvere un problema relativo alla visibilità del blog. Mi scuso con tutti coloro che hanno sofferto il problema.

18 lug 2009

Caso Sandri: in primo grado 6 anni a Spaccarotella

La sentenza sull’omicidio di Gabriele Sandri ha dato vita, come diverse volte accade, ad uno strascico di polemiche.

I famigliari delle vittime commentando la sentenza spesse volte si sentono insoddisfatti della giustizia, vivendo il loro dramma vorrebbero sempre giustizia come se questa potesse porre rimedio al loro lutto. Così i giornalisti chiedono diverse volte: Siete soddisfatti della sentenza?

Quello che diverse volte vedo (e che ho visto anche in questo caso) assomiglia di più ad un desiderio di vendetta non ad un desiderio di giustizia. Questa reazione, assai sgradevole pur nella comprensione che si vive un dramma, dimostra assai poco rispetto per la categoria dei giudici e dei tribunali; oltre che nei confronti delle forze dell’ordine ed anche dei morti.

La giustezza di una pena spesse volte viene confusa con una pena severa (o comunque non proporzionata): non è sempre così. La pena giusta, se esiste, non è né alta né bassa, ma dev'essere proporzionata. Se proprio dobbiamo parlare di giustizia, dobbiamo farlo fino in fondo: dovrebbero protestare tutti i ladri di destrezza, in quanto il furto aggravato ha nel massimo una pena di 10 anni di reclusione, mentre le lesioni personali gravissime hanno una pena nel massimo di 12 anni di reclusione. È giustizia questa? No: la tutela della salute è più importante della tutela del patrimonio. Peccato che il codice Rocco, ancorché abbia una parte generale all’avanguardia ed ancora valida (per esempio il principio della personalità della pena od il principio di legalità), ha una parte speciale che prevede proprio l’opposto: tutela del patrimonio quanto meno uguale alla tutela della salute. È giusto insultare, turpiloquiare e creare bagarre nei confronti dei carabinieri e degli avvocati difensori per manifestare disaccordo? È giusto presentarsi, come ha fatto il gruppo di tifosi dell’Arezzo “La Fossa”, con la scritta ACAB (All cops are bastard)?

Sfugge a molti la differenza tra dolo eventuale e colpa cosciente, ed effettivamente è una differenza labile e molto tecnica. Anche in questo caso, forse, una modifica va fatta legislativamente. E chissà se le valutazioni fatte dalla giuria popolare della Corte d’Assise sono tecnicistiche e specifiche o meno. Sfugge ai più il vero senso di solidarietà, che io intendo come fratellanza e vicendevole aiuto. Non aggressione verbale e turpiloquio, ma conforto nel momento del bisogno. Sfugge ai più la differenza tra verità assoluta e verità giudiziaria (o verosimiglianza).

Non so se la sentenza sia giusta o sbagliata, se gli anni giusti siano 6 o 12 o 24. So per certo solo questo: che quando si prende la mira non è detto che si voglia uccidere (dolo), ma anzi mirare può anche servire per NON uccidere e solo, magari, per ferire, o per sparare alle gomme (come ci ricorda sapientemente Cristiano Sandri cinque testimoni hanno visto Spaccarotella mirare per diversi secondi).

So per certo che prendere la mira da 70 metri (se fosse comprovato giudizialmente), verso una macchina in movimento e mentre passano le auto nelle carreggiate, francamente è un terno al lotto forse anche per i tiratori scelti; e se non fosse comprovato questo, in ogni caso un atteggiamento colposo non è smentito dalla difesa (l’autodifesa di Spaccarotella sostiene che il colpo è partito mentre correva).

So per certo che commentare le sentenze (peraltro di primo grado) con aria di verità assoluta, è un vizio che molti dovrebbero togliersi.
NOTA BENE
Dal 17 luglio scorso è attivo il mio contatto MySpace, per chi volesse contattarmi o per chi volesse seguire il blog da lì.

11 set 2008

Il gioco delle tre carte.

L’accordo bipartisan Violante-Ghedini è preoccupante. La base da cui occorre partire è che la macchina della giustizia, in ogni sua fase, dev'essere indipendente dalla politica. Anche nella fase delle indagini.
Se il Governo controllasse i Pubblici Ministeri sarebbe fuori dalla grazia del Cielo. E ciò accadrebbe se i pubblici ministeri o i giudici fossero dipendenti del Governo. Accadrebbe se fosse il Governo a dire quali reati perseguire principalmente e quali no. Accadrebbe se si sospendessero per un anno e per disposizione di legge alcuni processi ed altri no. Queste misure hanno ricevuto, non appena proposte, una caterva di proteste giustificate dal fatto che una grande conquista dello Stato di diritto è la separazione dei poteri. Chi comanda e chi giudica devono essere soggetti separati.
Ed allora hanno ben pensato di voler controllare le indagini della Polizia specialmente quando queste non sono gradite. Solo che le indagini le dirige il Pubblico Ministero disponendo della polizia. Lo dice la Costituzione ed il codice di procedura penale. Anzi: dare la direzione delle indagini conferita ai PM serve proprio ad evitare questo controllo dei poteri forti sulle indagini.

Ecco che, quindi, non potendo fare altro provano a cambiare l’articolo 327 c.p.p. (che, com’è ora, prevede che la direzione delle indagini spetta al PM). Che succede con la norma com'è ora: la polizia giudiziaria viene a conoscenza di un reato e la comunica al Pubblico Ministero con un'informativa. Il Pubblico Ministero iscrive la notizia di reato nel registro apposito e da quel momento assume la direzione delle indagini. Vuol dire che il PM può dire alla polizia e ai carabinieri cosa fare e cosa non fare per quella relativa indagine (si chiama dipendenza funzionale). Il PM, quindi, può ordinare alle forze dell'ordine di compiere perquisizioni, ispezioni, sequestri o disporre il fermo di una persona etc. Ovviamente il cambiamento della legge consiste nel sottrarre tale dipendenza delle forze dell'ordine, inventando la storiella di dare più autonomia alla polizia. Ciò che non dicono è che, in realtà, l'autonomia d'indagine non l'avranno, perchè la polizia dipenderà poi dal Governo che indirettamente può condizionare le indagini.
Ciò significa che, se passa la proposta, il PM non conterebbe più un tubo, in relazione alle indagini da svolgere, perché viene eliminata la parte in cui si stabilisce che è il PM che dirige le indagini. Ma hanno fatto i conti senza l’oste. L’articolo 109 della Costituzione (non del regolamento comunale di Topolinia, che pure ha un certo valore) dice: L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. Quindi una qualunque norma o anche qualunque interpretazione contrastante sarebbe incostituzionale.
Poi c'è la questione relativa a quando le forze dell'ordine devono comunicare la notizia di reato: la normativa vigente dice che non appena viene acquisita la notizia di reato, dev'essere comunicata al PM senza ritardo. Vuol dire che se le forze dell'ordine ritardano la comunicazione in modo tale che il PM non può operare per assicurare i primi elementi di indagine o per disporre i primi provvedimenti (di norma quelli più importanti: se l'assassino scappa o inquina le prove lo fa subito, non aspetta dieci giorni) hanno violato la procedura penale. Ebbene vogliono abolire la locuzione senza ritardo e ciò per fare in modo che siano intuibili prima chi sono i protagonisti delle indagini e con quale tempistica comunicare la notizia.
Non so a voi, ma a me sembra il gioco delle tre carte. Giustizia equivale ad indipendenza dal potere politico; vuol dire equità di giudizio; vuol dire che situazioni uguali vanno giudicate in modo uguale e situazioni diverse in modo diverso. Tutto ciò, con questi cambiamenti, rischia di essere gravemente compromesso.
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